Etica del Lavoro

 

 

 

Rubrica a cura di

Don Francesco Rutigliano

 

Gennaio 2014

“La società cambia ma l’uomo torni al centro” …


Ben volentieri contribuisco mediante la seguente riflessione, indirizzata alla testata giornalistica “Il Nuovo Giornale” di Piacenzanello sviluppando tematico antropologico: “Il ruolo della persona nel cambiamento della società moderna che cambia”..., a confronto con le dinamiche aziendali (mercato del lavoro) e dei colossi del mondo della finanza.

L’indicatore peculiare del contenuto tematico, a mio avviso, inesorabilmente, deve tener conto della visione globale odierna che determina il livello di influenza della persona umana nello sviluppo della società odierna. Si percepisce un preoccupante disfattismo all’interno della società che mira a dissolvere, in maniera logorante e nella modalità suadente, il concetto di persona!

L’origine è riconducibile alle ondate epocali che si susseguono, pilotate quasi sempre, dalla formula degli slogan di massa che tendono a neutralizzare l’uomo, nella sua singolarità, quale epicentro di valore, di pensiero e di relazione. Se lungo la storia si evince in maniera  significativa il ruolo della “persona”, esercitato con perentorietà negli eventi che hanno determinato le sorti  della società civile, purtroppo, questa prerogativa va sempre più eludendosi nel corso del tempo.

A tal proposito, riecheggia in maniera nostalgica, il riflesso societario scandito dalla letteratura - narrativa, in cui la società era lo specchio della persona. Come non considerare il grande patrimonio storico degli eventi che hanno caratterizzato l’epoca dell’umanità, in cui la “Persona” (nel bene e nel male), sovente leader o condottiere di grande rivoluzioni etiche e sociali, svolgeva un ruolo fondamentale da determinare le sorti della vita stessa della società civile ed umana.

Si pensi ai grandi  personaggi storici, a scienziati, a poeti e letterati, ad ecclesiastici. Figure eminenti che hanno caratterizzato con notevole impulso epoche storiche.

Lo scenario moderno indica la società non più specchio dell’umanesimo ma una tenebrosa dicotomia scandita tra società ed umanesimo!

Una dissolvenza graduale e latente che si tramuta in vera insidia che annulla la persona come valore assoluto!

Questo trasformismo evidenzia delle fragilità, da cui scaturisce il bisogno della massificazione, come punto di forza espressa in atteggiamento di impellente riscatto, tale da infondere pseudo sicurezza. In questa nuova dinamica: “l’Io” pensante, come essere personale, non esprime più valore nella società, bensì risulta rimosso da una nuova visione che impone la massificazione di gruppi o realtà standard. Per meglio identificate come nuove forme di potere sociale, sovente riconducibili alle S.p.A! Se l’etica del lavoro permeasse il tessuto vitale delle S.p.A, trasformandole oculatamente in A.p.S., vale a dire: da Società per Azione ad Azioni per la Società.

Ne conseguirebbe che  i colossi finanziari, diverrebbero risorsa mirabile di forza inestinguibile sia di bene per la società finanziaria che per la stessa persona umana. Una visione diversa da quella illustrata, porta a chiederci: Che ruolo assume, oggi, la persona nella società civile, quale valore di forza nella sua singolarità?

Per di più, si tenga conto, nel mercato del lavoro quanta considerazione si ha delle risorse umane, come forza lavoro?

La questione dilatata verso modalità e comportamenti assunti come stile sociale, rende la storia dei gossip (ribattezzato il metodo boffio), una macchina del fango, pari ad un esercito bellico distruttivo che risulta vincente! 

Parte sempre ad orologeria e con esiti fatali! Sovente si verifica proprio nel risveglio di figura di singole personalità: leader - o traghettatori della vita societaria che mirano ai grandi cambiamenti propositivi verso valori e promozione umana! Purtroppo, la modernità congela, scoraggia, rimuove con distruzione queste figure leader, poiché reputate insidiose ed incompatibili con il nuovo disegno della evoluzione societaria che prevede, come gioco forza, l’imperialismo finanziario e la legge della massificazione! Sovente, predominato da mal costume che insidia il mondo aziendale (che tende a corsie preferenziali per conseguire commesse, sottoponendosi alla legge del fenomeno di corruzione).

Nella seconda modalità, con la massificazione, si tende a relegare “la persona” in ambito di sociale ma nel merito aziendale l’operaio/ l’imprenditore, nella periferia del merito e dello sviluppo per competenza. Questo fenomeni, purtroppo, il proliferarsi di gruppi, movimenti, associazioni, comitive, generalmente si esprimono con slogan e nello spirito di contestazione verso chi predomina la scena sociale o la Governa nelle varie espressioni Istituzionali!

La persona umana, più che mai, oggi è chiamata alla grande sfida di riabilitarsi nel ruolo prioritario di protagonista, risalendo sul palcoscenico della società civile. Sfida che può vincere solo se riparte dalla grande proposta della ricchezza del valore della fede, dei sentimenti del pensiero individuale, dalla forza del lavoro onesto e rispettoso delle regole e del “sano” mercato. Indole che nessuna società civile può rinunciare se punta davvero a volare verso orizzonti alti e di grande sviluppo. La società per sua natura è per la persona! La persona ha come luogo privilegiato per sua natura la società, in cui esprimersi sino a stabilire relazioni come fonte e risorsa di vita esistenziale. Se la società che cambia elude la persona come valore cardine, nel nome di una falsa emancipazione o pseudo sviluppo, incorre giorno per giorno, alla beffa dell’ ostaggio mortale!  

Diceva Hobbes: “Homo homini lupus”… Parafrasando questa giaculatoria filosofica, oserei dire: Oggi, il vero lupo divoratore, (nascosto) dell’uomo, è la società che cambia, relegando ai margini della periferia la “persona umana” nella sua peculiarità! La grande sfida che ci attende, è la forza veemente di riabilitare il concetto antropologico di “personaumana…” nella sfera societaria da rendere sempre più civile! Società da contemplare mai più contenuto della persona bensì contenitore dell’agire vitale della stessa persona umana! Tale da dover sancire la vera coscienza societaria, permeata di sane relazioni, pensieri qualificati, proposte e non solo proteste.

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