Etica del Lavoro

 

 

 

Rubrica a cura di

Don Francesco Rutigliano

 

Gennaio 2014

 

 

 

 

“Don Francesco Rutigliano sprona il Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale gli risponde ringraziandolo”…

 

Pregiatissimo Presidente del Consiglio del Ministri e Caro Enrico On. Letta

 

Mi è gradito ravvivare con deferente cordialità copiosa gratitudine per il coraggio politico, nel governare il nostro Paese, in un momento molto delicato. La Sua brillante giovinezza di spirito, il Suo onesto attaccamento sincero e lealtà verso la nostra Nazione, siano veri stimoli di speranza a credere ancora in questo Paese. Lo stesso che i nostri “padri”, ci hanno consegnato nella gloria di grande Nazione e vera potenza mondiale! 

 

Ritengo che nessun risanamento economico possa mai avvenire in Italia, se alla base non si interagisca un convinto e pronto intervento di risanamento etico della politica! In tal senso, mi permetta considerare che si constata un increscente fenomeno sociale di disaffezione verso la politica che a lungo andare, a mio avviso, può minare la stabilità democratica del nostro Paese. Fenomeni conseguenti e generati per effetto scabroso di intriganti squallori, generati dal teatrino della vecchia politica, affetta da logoramento patologico, in relazione alla sua stessa entità di esistenza, sino alla negazione del principio agente per cui esiste. Ben troppi ed esuberati si impongono le malate e contaminanti aspirazioni personali di leader improvvisati, i quali animati da spirito “garibaldino”, partano con l’avventura della “spedizione dei mille” ma traditi, strada facendo, dal bisogno di autoreferenzialità e consacrazione senza fine della propria celebrità populistica! Loro sanno gridare scegliendo i giusti tempi del mal’essere sociale, protestano, convincono e stravincono le piazze. Ma dell’Italia, anche questi, cosa fanno di utile e di serio?


Mortifica dover riscontrare il permanere all’ancoraggio della reta del grave fenomeno corruttivo, vero cancro che impedisce, la crescita economica nazionale. Non ci sarà mercato del lavoro, se non si colpiscono i guadagni illeciti che strozzano l’imprenditoria ed il mercato del lavoro. Questo retaggio corruttivo genera una economia alternativa e contrastante allo Stato. Impedisce il benessere del Paese, impoverisce i nostri cittadini depredandoli a tutela di quella rete occulta, di cui ben noti risultano essere i rispettivi volti e i nomi, di quanti operano e vi appartengono! Sono loro il serio  pericolo per lo Stato, per i cittadini, per le imprese, per lo stesso mercato del lavoro! Fenomeno corruttivo che vede, purtroppo, in alcuni politici navigati ed esperti da buon maestri per  sfacciata e disinvoltura di movimento, imporsi come figure generative di illecite appropriazioni, appalti pilotati,  ruberie a dismisura, assenza del principale senso etico e di sensibilità verso l’interesse della Nazione. Mancando persino dell’onorabilità pubblica nell’esercizio delle funzioni elettive. A questo si aggiunge la mancanze delle riforme tanto inneggiate e mai realizzate, in primis un piano di sburocratizzazione che sciolga la paralisi della vita sociale. Riforme che risultano impellenti per l’ammodernamento del nostro  Paese, in risvolto alla competitività e al rilancio delle imprese, dello stesso mercato del lavoro e della vita economica.

 

Sono troppi gli anni trascorsi, in cui la politica, ci ha offerto uno spettacolo indegno, a carico di tutti gli Italiani. Gli unici destinati a pagare, purtroppo, questo amaro tributo! Straziati sino a gridare dolore e versare lacrime di sofferenza, perché giorno per giorno vedono bruciate le proprie  speranze di vita! La nostra amata e cara Italia, si sta riducendo, terribilmente, ad un ammalato terminale irreversibile! Mi chiedo, presumo che di pari merito siano  in tanti a  chiederselo come me, di quale cura c’è bisogno per guarire questo Paese straordinario? Principalmente dell’amor di Patria di chi ci Governa! Sino a porre l’esigenza di meno individualismo qualunquista e più amore per l’Italia. Svesta in termini perentori chi, contravvenendo ad ogni logica etica, miri ad amarsi in maniera disordinata, governando o facendosi eleggere per depredare tutti, rassicurando i soliti amici e compari di merenda! Penso che chi ci governa, se si lasciasse toccare da atti di sensibilità e pudore etico, sino a maturare la convinzione di fare bene…, invece di stare solo bene…, di certo staremmo tutti meglio!

 

Più che di politici investiti dell’armatura di eroismo da “salvatori della patria”, abbiamo necessità di politici che siano innamorati dell’Italia e lo dimostrino oculatamente, rinunciando prima di tutto, alla propria esigenza di personalismo, al proprio interesse di partito, ai propri effimeri spazi di consacrazione ricercati che si rivelano ignobili scalate di potere e non di utile servizio al nostro Paese! E’ giunto più che mai, il tempo di smetterla di dire cosa si vuol fare per questo Paese. Attendiamo, necessariamente, di capire quale politico sia  in grado, con piena coscienza, di poterci dire: a cosa sia in grado di rinunciare di se per governare bene l’Italia? E’ l’unico elemento, “il sacrificio di sé…, a rendere credibile e salvabile il linguaggio della politica, in relazione ai grandi obiettivi da conseguire come risultato di bene incompiuto, nella logica del già: per chi promette, non ancora: per chi non ha mai compiuto nei fatti, ciò che avrebbe dovuto fare ma ha solo promesso miseramente, nei suoi slogan elettorali!

 

Sono certo, Caro Presidente del Consiglio, per la grande stima che nutro nei Suoi confronti, avvalorato dal legame personale sussistente da tanti anni, verso la sua cara famiglia Letta (e di questo non faccio un mistero da sottoporre al regime del silenzio…), non Le mancheranno nel Suo governo: prodigiosa sensibilità umana, serietà e scrupolosa attenzione Istituzionale verso il nostro Paese. Il buon padre di famiglia…, immagine a cui, Elle fa sovente ricorso, sia la vera figura che il cittadino deve percepire del proprio Presidente del Consiglio e dei rispettivi  amministratori. Si, un padre che senza esitazione, sappia dire prontamente: caro Cittadino/a, la tua sorte mi stà particolarmente a cuore. Sono al governo anche per te. Ti offro una mano di aiuto! Coraggio, rialzati e torna a sperare! Torna a camminare sino a riprenderti in mano la tua vita. Perché la nostra amata e cara Italia, finalmente ha vinto e risulta competitiva e vincente nel mondo, grazie anche al Tuo impegno.

 

Dio protegga e benedica sempre l’Italia!

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